Mi è capitato spesso di fare molta fatica nel tentativo di parlare una lingua che non è la mia senza una adeguata preparazione. Già comprendere ciò che viene detto in una lingua straniera è difficile, quando poi ti trovi costretta a comunicare con essa è decisamente peggio.

È rimasta indelebile in me la frustrazione del pensiero che scivola veloce e si perde non supportato dalle parole: vorresti dire ma non sai come e dalla bocca escono solo poche sillabe mal assortite. Ecco che allora mi trovo a pensare a quanti vivono quotidianamente difficoltà comunicative e mi domando dove trovino la forza di sopportare. Se anche solo una volta ognuno di noi provasse ciò che loro affrontano ogni giorno, credo che ci sforzeremmo di più per cogliere significati nascosti e prestare più attenzione a dettagli per noi normalmente insignificanti.

In fondo questa regola del “provo per capire” è applicabile a centinaia di situazioni perchè la realtà è che solo essendo “sensibili” possiamo davvero comprendere.

Da bambini si fanno giochi di ruolo impersonando prima mamma e papà, poi persone che ci colpiscono per l’attività che fanno oppure i supereroi dei cartoni. In quei momenti ci sforziamo di imitarli nei gesti ma non solo: vorremmo sentirci proprio come loro. Perchè dunque da adulti perdiamo queste capacità tanto allenate? L’empatia è considerata da molti una dote naturale, ma ci si può comunque esercitare per svilupparla.

Facendo la mediatrice Feuerstein mi capita ogni giorno di mettermi nei panni degli altri per comprendere le difficoltà che incontrano e cercare di attenuarle laddove posso. Non è poi così complicato, basta saper osservare, uscire dal proprio egocentrismo e porsi le giuste domande.

In questo particolare momento invito quindi tutti a ricercare empatia con chi soffre per la perdita di un caro parente o con chi lavora in maniera estenuante per garantirci cibo e beni necessari, sopratutto con chi lo fa per salvare delle vite. Se saprete sforzarvi di capire come si sentano allora sono certa che RESTARE A CASA vi peserà di meno, perchè anche voi vi sentirete parte di un bene comune. Forse queste mie parole cadranno nel vuoto, ma mi piace immaginare che ogni seme portato dal vento prima o poi, quando meno te lo aspetti, trova sempre un terreno fertile in cui germogliare.